Omeopatia Roma
L'Omeopatia è stata fondata da Hahnemann. Egli, mentre stava traducendo un testo, venne a conoscenza che la china può indurre la febbre così come alcune malattie. Fu una scoperta sensazionale che lo riempì di entusiasmo e curiosità. Iniziò allora a sperimentare gli effetti della china su se stesso, estese poi le sue prove ad altre droghe, arrivando così a stabilire la validità del "similia similibus curantur" (il simile cura se stesso), che confermò con le seguenti parole: "si utilizzi guarire una malattia, quel farmaco in grado di suscitare artificialmente una malattia possibilmente simile a quella". Da queste esperienze, debitamente catalogate, venne fondata l'Omeopatia. Potete vedere qui sotto tutti i medici di omeopatia a Roma.
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Con la sua lunga sperimentazione, intesa anche a creare dei farmaci diluendo delle sostanze normalmente dannose, Hahnemann scoprì che una sostanza molto diluita accresce il suo effetto terapeutico. Per ottenere questa diluizione, scioglieva la sostanza in alcool e quindi la scuoteva (succussioni) per un certo tempo. Questa era la prima diluizione. Un pò dell'alcool così ottenuto veniva diluito in altro alcool e quindi scosso per ottenere la seconda diluizione.
Questo processo può continuare al fine di ottenere delle diluizioni sempre maggiori. E' interessante notare come una sostanza molto diluita non è più rintracciabile neppure con un microscopio ma, comunque, presenta inalterati, se non accresciuti, i suoi effetti terapeutici.
L'antica scuola Galenica e quella moderna di Hahnemann, hanno posto le basi per le due grandi famiglie di medicamenti oggi disponibili, i rimedi "allopatici" e quelli "omeopatici". Generalmente i rimedi allopatici tendono a combattere la malattia, mentre quelli omeopatici cercano di aiutare l'organismo in modo che riesca a superare la malattia.
La moderna farmacopea mette a disposizione rimedi di entrambe le categorie. Generalmente i medicinali usati dai medici tradizionali sono allopatici, si vedano, al proposito, le sostanze antifebbrifughe somministrate per ridurre la febbre, il sedativo per calmare l'agitazione, l'antiacido per ridurre l'acidità, l'analgesico per placare il dolore e così via.
Vi sono comunque dei medicinali ufficiali che si basano sul principio omeopatico, tra questi troviamo i vaccini che immetteno nel corpo una quantità molto piccola di "malattia", dando così all'organismo l'oopportunità di "imparare" il modo di fronteggiarne una dose maggiore.
Come l'omeopatia vede la malattia.
La malattia, dal punto di vista omeopatico, è una salutare eliminazione di determinate tossine che hanno avuto modo di accumularsi nell'organismo. Tale processo dovrebbe essere aiutato e sorvegliato dal medico che, secondo l'indicazione ippocratica "primum non nocere", non dovrebbe mai usare delle sostanze in grado di ostacolare questo lavoro di purificazione.
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Questo processo può continuare al fine di ottenere delle diluizioni sempre maggiori. E' interessante notare come una sostanza molto diluita non è più rintracciabile neppure con un microscopio ma, comunque, presenta inalterati, se non accresciuti, i suoi effetti terapeutici.
L'antica scuola Galenica e quella moderna di Hahnemann, hanno posto le basi per le due grandi famiglie di medicamenti oggi disponibili, i rimedi "allopatici" e quelli "omeopatici". Generalmente i rimedi allopatici tendono a combattere la malattia, mentre quelli omeopatici cercano di aiutare l'organismo in modo che riesca a superare la malattia.
La moderna farmacopea mette a disposizione rimedi di entrambe le categorie. Generalmente i medicinali usati dai medici tradizionali sono allopatici, si vedano, al proposito, le sostanze antifebbrifughe somministrate per ridurre la febbre, il sedativo per calmare l'agitazione, l'antiacido per ridurre l'acidità, l'analgesico per placare il dolore e così via.
Vi sono comunque dei medicinali ufficiali che si basano sul principio omeopatico, tra questi troviamo i vaccini che immetteno nel corpo una quantità molto piccola di "malattia", dando così all'organismo l'oopportunità di "imparare" il modo di fronteggiarne una dose maggiore.
Come l'omeopatia vede la malattia.
La malattia, dal punto di vista omeopatico, è una salutare eliminazione di determinate tossine che hanno avuto modo di accumularsi nell'organismo. Tale processo dovrebbe essere aiutato e sorvegliato dal medico che, secondo l'indicazione ippocratica "primum non nocere", non dovrebbe mai usare delle sostanze in grado di ostacolare questo lavoro di purificazione.
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